05.10.2018

Tra Enti locali e Terzo settore si rischia uno stop: gli effetti di un parere del Consiglio di Stato

[Source: Ufficio stampa Forum Nazionale del Terzo Settore]

Il mondo del Terzo Settore, l’associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale non possono essere messi sullo stesso piano dell’impresa privata e quindi essere sottoposti, nelle loro relazioni con gli Enti locali, a una logica di mercato basata solo sulla concorrenza.” E’ quanto dichiarato da Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore che commenta così un recente parere che il Consiglio di Stato ha dato su un quesito sottopostogli dall’Anac che sembra mettere in discussione la portata della nuova normativa, con il rischio di ridurre la relazione tra il Terzo Settore e la Pubblica Amministrazione alla fornitura di servizi su un regime quasi esclusivamente concorrenziale e competitivo.  Nel parere, in pratica, si ritiene che il welfare sia una attività economica come le altre e quindi da sottoporre alle regole del mercato.

Un orientamento che rischia di rimettere in discussione tante esperienze di co-programmazione e co-progettazione che Comuni e Regioni avevano e hanno messo in piedi in questi anni. Strumenti che il nuovo Codice del Terzo Settore ha ora rafforzato ed esteso.

Impostazioni che ci preoccupano molto – spiega Fiaschi – perché il parere del Consiglio di Stato sottovaluta la portata delle prassi collaborative già in atto da molti anni tra le istituzioni pubbliche, soprattutto Regioni ed Enti locali, e l’associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale. Una collaborazione che ha prodotto risultati importanti in termini di coesione sociale e qualità delle azioni”.

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