14.11.2018

Sotto lo stesso cielo (Siria) – Osiamo la solidarietà attraverso i confini (Italia)

Ti chiami Maria o Francesco, ti muovi ogni giorno per Milano, Roma o Napoli. Lavori o vai a scuola, tieni in braccio il tuo bambino, ti destreggi tra le cose da fare, preoccupazioni, doveri, faccende, provando a essere lieta o lieto. Tra affetti, lavoro, riposo.

Ti chiami Rana o Amir o Sharon, ti muovi ogni giorno in una città minacciata dalle bombe, tra macerie di bombardamenti, oppure nei vicoli stretti e fangosi di uno slum o di un campo profughi. Tieni in braccio il tuo bambino, ti destreggi ogni giorno per rispondere ai bisogni più urgenti, per garantire un pasto, la scuola, le cure ai tuoi cari. Provando nell’instabilità o nella miseria a riconoscere quel dettaglio che come un appiglio ti riporta su e aiuta a resistere.

Cambiano le circostanze intorno a noi, ma il cielo sotto il quale ci muoviamo anche in punti cardinali diversi è lo stesso. E proprio questa consapevolezza aiuta a riconoscere con ancora più nitidezza l’ingiustizia di situazioni non accettabili, di fronte alle quali non è possibile accomodarsi e voltarsi dall’altra parte.

Su questa rinnovata consapevolezza vuole lavorare la Campagna Tende 2018/2019 di AVSI: c’è un modo concreto per ridurre la distanza tra noi e chi vive ancora in guerra in Siria, da profugo in Brasile, in estrema povertà in Burundi e Kenya, da rifugiato o senza tetto in Italia.

Questa possibilità sta tutta in una semplice mossa personale: allargare lo sguardo, appoggiarsi a quel cielo condiviso, riconoscere che posso anche io con la mia attenzione, la mia voglia di conoscere e di donare del mio tempo e del mio denaro, farmi prossimo a chi è lontano. Per accompagnare un altro “io” a diventare da vulnerabile protagonista della sua vita.

Sotto lo stesso cielo, consapevoli che abbiamo in comune anche un destino. Un destino buono.

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