25.07.2018

Siria, Avsi: ospedali al servizio della gente, senza distinzione di credo

Giampaolo Silvestri parla del progetto “Ospedali aperti” a Vatican News. “In meno di un anno, curati gratuitamente oltre 8 mila siriani in condizioni di povertà”

Source: Vatican News

 Più di 8 mila siriani curati gratuitamente dal novembre scorso ad oggi. Sono i primi risultati di “Ospedali aperti”, il progetto voluto dal nunzio apostolico a Damasco, il cardinale Mario Zenari, gestito dall’organizzazione non profit Avsi, in collaborazione con il Policlinico universitario Gemelli.

L’obiettivo dell’iniziativa è assicurare l’accesso alle cure mediche gratuite alla popolazione siriana più povera, che soffre le conseguenze di oltre 7 anni di guerra: ancora in queste ore sono segnalate oltre 50 vittime in un attentato del sedicente Stato islamico a Suwayda, nel sud del Paese.

Secondo l’Onu, oggi 13,5 milioni di persone in Siria hanno bisogno di aiuto e, tra loro, quasi 11,5 milioni di persone – di cui il 40% bambini – non ricevono più cure mediche e non hanno accesso agli ospedali.

In particolare il progetto coinvolge tre strutture locali, l’ospedale italiano e quello francese a Damasco e l’ospedale St. Louis di Aleppo, con “una media di circa 400 pazienti curati ogni settimana, complessivamente, nei tre ospedali”, spiega Giampaolo Silvestri, segretario generale della fondazione Avsi, raggiunto telefonicamente da Vatican News mentre è in viaggio tra Aleppo e Damasco. “In ogni ospedale – prosegue – è operativo un ufficio sociale, dove operatori specializzati verificano le effettive condizioni di vulnerabilità, di povertà delle persone, per poi indirizzarle agli ospedali”.

Le cure e gli interventi, in otto mesi, sono stati sia di cosiddetta routine sia direttamente collegati alle conseguenze del conflitto. “Si può trattare di piccole operazioni chirurgiche o di interventi importanti che, a causa del conflitto e delle condizioni economiche, non erano stati fatti, oppure anche per curare feriti di guerra.

(Continua)

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